3 luglio 2025I consiglieri regionali della Commissione Territorio, Jonathan Lobati (Forza Italia), Ivan Rota (Lista Moratti) e Davide Casati (PD), hanno effettuato un sopralluogo al Ponte San Michele, tra Paderno d’Adda e Calusco d’Adda, seguito da un confronto presso il Comune di Calusco. Obiettivo: valutare le soluzioni per sostituire il viadotto storico, destinato alla dismissione entro il 2030 per obsolescenza strutturale, con un traffico previsto in crescita da 5.700 a 14.000 veicoli giornalieri, di cui oltre 2.000 TIR.Rete Ferroviaria Italiana (RFI) ha proposto tre opzioni: un viadotto misto stradale-ferroviario accanto al San Michele, un ponte viario a nord verso Imbersago con una variante ferroviaria a sud, o una combinazione di un ponte ferroviario vicino al San Michele e un viadotto stradale più a nord. Il progetto, con un costo stimato di 350 milioni di euro, sarà supportato dalla nomina di un commissario straordinario, proposta dal vicepremier Matteo Salvini e accolta dalla Regione Lombardia per accelerare le procedure. Tuttavia, la decisione di affidarsi a un commissario solleva dubbi sulla gestione regionale, in particolare sull’efficacia dell’assessore alle Infrastrutture, Claudia Maria Terzi, e sull’opportunità di ulteriori spese in un contesto già oneroso per assessori e consiglieri.Un commissario necessario o un costo aggiuntivo?
La nomina del commissario straordinario, annunciata il 12 luglio 2025, è stata accolta con favore dall’assessore Terzi, che ne ha sottolineato l’importanza per velocizzare l’iter. Tuttavia, la scelta ha alimentato perplessità: la Regione, con un assessorato dedicato alle Infrastrutture e risorse già stanziate, non avrebbe dovuto gestire autonomamente un progetto così cruciale? Claudia Maria Terzi, avvocato ed esponente della Lega, è stata nominata assessore nel 2023 senza passare per una tornata elettorale, grazie al sostegno diretto di Salvini, di cui è considerata una figura vicina. La sua esperienza come sindaco di Dalmine (2009-2013) e assessore regionale all’Ambiente (2013-2018) e alle Infrastrutture (2018-2023) dovrebbe garantirle le competenze per coordinare un dossier complesso come quello del Ponte San Michele. Eppure, la necessità di un commissario sembra suggerire difficoltà nel gestire l’iter, nonostante gli sforzi passati, come le deroghe al Parco Adda Nord nel 2019 per accelerare i lavori di manutenzione.

La gestione del Ponte San Michele, chiuso emergenzialmente nel 2018, ha già mostrato ritardi: i lavori di manutenzione del 2018-2019, costati 21,6 milioni di euro, non hanno risolto il problema a lungo termine, e le proteste dei cittadini e del Comitato Cittadini Ponti sono aumentate. La decisione di privilegiare un nuovo viadotto accanto al San Michele, escludendo la candidatura Unesco del ponte storico, è stata criticata come poco partecipativa, alimentando il malcontento locale. La nomina del commissario, pur giustificata dall’urgenza, appare come un’ulteriore delega di responsabilità, sollevando interrogativi sull’efficacia della leadership regionale e sul ruolo di Terzi, fortemente voluta da Salvini ma percepita come meno autonoma nelle decisioni strategiche.Quanto costerà il commissario?
La nomina di un commissario straordinario comporta costi aggiuntivi che si sommano a un progetto già oneroso. Sebbene non siano stati resi pubblici dati specifici sul costo del commissario per il Ponte San Michele, precedenti esperienze offrono un’indicazione. Ad esempio, per il Ponte Morandi di Genova, il commissario straordinario Marco Bucci ha operato con un team dedicato, con costi amministrativi e operativi stimati in circa 2-3 milioni di euro per l’intera durata del progetto (2018-2020). Per il Ponte dell’Olla a Gaiola, un commissario Anas è stato nominato con un investimento di 1 milione di euro solo per la progettazione. Nel caso del Ponte San Michele, considerando la complessità e l’investimento complessivo di 350 milioni, si può ipotizzare un costo per il commissario e il suo staff tra 1,5 e 3 milioni di euro per l’intera gestione, includendo stipendi, consulenze e spese operative. Questi costi, pur contenuti rispetto al totale, si aggiungono a un bilancio già gravato da spese per assessori e consiglieri, alimentando il dibattito sull’efficienza della gestione regionale.


Le richieste dei territori e le sfide aperte
Il Ponte San Michele, costruito tra il 1887 e il 1889, è ormai inadeguato, con una chiusura definitiva prevista per il 2030. Il Dibattito Pubblico, avviato il 15 maggio 2025 e in chiusura a novembre, sta raccogliendo proposte, ma i sindaci di Paderno e Calusco lamentano scarsa trasparenza e coinvolgimento. Gianpaolo Torchio, sindaco di Paderno, ha chiesto opere complementari per mitigare l’impatto del traffico, mentre il Comitato Cittadini Ponti denuncia rischi ambientali e sociali, come l’aumento del traffico e l’abbattimento di abitazioni. La Regione e RFI sono chiamate a bilanciare esigenze infrastrutturali, sostenibilità e dialogo con i territori, mentre il commissario avrà il compito di accelerare i lavori senza trascurare queste istanze



