BERGAMO – Ci sono giorni in cui sarebbe meglio restare a letto, e giorni in cui accostarsi a un ufficio pubblico è decisamente un’idea pessima. Lo sa bene il cittadino extracomunitario che ieri, lunedì 15 giugno, si è presentato con le migliori intenzioni – e al braccio della consorte – presso l’Ufficio Immigrazione della Questura di Bergamo.

L’obiettivo? Ottenere il tanto agognato permesso di soggiorno in qualità di coniuge di una cittadina italiana. L’esito? Un biglietto di sola andata per il carcere di via Gleno.

Un “curriculum” di tutto rispetto

Mentre l’uomo pregustava già la fine delle fatiche burocratiche, gli agenti della Polizia di Stato hanno fatto quello che sanno fare meglio: controllare i terminali. E lo schermo, davanti ai loro occhi, deve essersi illuminato come un albero di Natale.

Il richiedente, infatti, non era esattamente un fantasma, ma un volto noto (anzi, notissimo) alle forze dell’ordine, latitante e irreperibile da anni. Nel suo “portfolio” giudiziario collezionato nel tempo spiccano:

  • Una condanna a Roma nel 2017 per spaccio e resistenza a pubblico ufficiale.

  • Una condanna nel 2022 per furto (un anno e quattro mesi).

  • Una collezione primavera-estate di denunce per lesioni, danneggiamento e violenza.

  • Un foglio di via obbligatorio e un provvedimento di espulsione rimasti, evidentemente, nel cassetto dei ricordi.

L’appuntamento (al buio) con la giustizia

Il pezzo forte della collezione, però, era un ordine di carcerazione emesso il 28 novembre 2025. Per mesi la Polizia lo ha cercato ovunque, senza successo. Alla fine, è stato il latitante a servire la soluzione su un piatto d’argento, presentandosi spontaneamente nella tana del lupo per regolarizzare la sua posizione sentimentale e legale.

“La giornata destinata all’ottenimento di un titolo di soggiorno si è dunque conclusa con un esito radicalmente diverso da quello sperato”, commentano con sobrio tempismo dalla Questura.

Anziché uscire con il passaporto timbrato e il permesso in tasca, l’uomo ha dovuto incassare la notifica di un conto con la giustizia piuttosto salato: 1 anno, 9 mesi e 8 giorni di reclusione da scontare subito.

Il matrimonio, per il momento, dovrà proseguire a distanza. Di sicuro, l’efficienza degli uffici di Bergamo questa volta è stata impeccabile: servizio rapido, personalizzato e con “soggiorno” (tutto incluso) offerto dallo Stato.

Di TM

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